È online il quarto e ultimo capitolo del sondaggio Ipsos Doxa commissionato da Fondazione Capellino.
Dopo aver visto cosa pensano gli italiani della caccia, quanto siano compatte le richieste di maggiore tutela in ogni area politica e cosa accadrebbe al centrodestra se il DDL Caccia venisse approvato, questa volta la domanda riguarda l'altra metà del Parlamento.
Ipsos Doxa ha messo a confronto due scenari: una coalizione progressista che inserisce nel proprio programma elettorale un impegno chiaro e concreto per la protezione dell'ambiente, della biodiversità e della fauna selvatica e la stessa coalizione che sceglie di non inserire alcun impegno su questi temi.
I risultati sono molto distanti tra loro:
- Con un impegno concreto, il saldo** stimato è +148.180 elettori.
- Senza alcun impegno, il saldo** stimato è −385.060 elettori.
Tra le due strade ci sono oltre 533 mila voti di differenza.
Il motivo è nelle reazioni dichiarate. L'81% degli elettori delle opposizioni sarebbe soddisfatto di vedere un impegno su biodiversità e tutela della fauna selvatica, mentre il 71% sarebbe deluso se quell'impegno non ci fosse.
Anche tra indecisi e astenuti la differenza pesa: il 39% sarebbe soddisfatto dell'inserimento, il 38% deluso dalla sua assenza.
C'è poi un numero che dice tutto: nella simulazione, gli elettori certamente persi passerebbero da 16.190 a 485.820 – circa trenta volte tanti – se il tema venisse lasciato fuori dal programma.
Non è una sorpresa, se si guarda chi sono questi elettori: il 90% ritiene importante la tutela dell'ambiente e della biodiversità e pensa che si debba fare di più. Solo il 3% è apertamente favorevole alla caccia.
Con questo capitolo l'indagine si chiude, e i quattro insieme dicono una cosa sola: proteggere la fauna selvatica non è la richiesta di una parte politica. È una richiesta che attraversa il Paese.
Come dice Pier Giovanni Capellino:
La biodiversità non vota a sinistra o a destra, ma gli elettori sì. E su questo tema stanno dicendo alla politica che vogliono essere ascoltati.
Adesso tocca a noi!
Dai numeri alla partecipazione
Questa richiesta deve continuare a trasformarsi in partecipazione.
Se non hai ancora firmato, sottoscrivi la nostra petizione. Ogni firma rende più forte il messaggio rivolto al Parlamento: la tutela della fauna selvatica non deve essere indebolita.
Prepariamoci anche a ciò che potrebbe accadere
Anche nel caso in cui il Parlamento dovesse approvare la nuova legge, il nostro impegno non finirebbe. Dovremo continuare a mobilitarci affinché venga abrogata, utilizzando gli strumenti democratici a nostra disposizione, compresa la possibilità di un referendum abrogativo.
Per farlo servirà una comunità ampia, informata e pronta a partecipare.
La tutela della natura riguarda tutti. E tutti possiamo fare la nostra parte.
*Sondaggio realizzato da Ipsos Doxa per Fondazione Capellino presso un campione proporzionale della popolazione italiana maggiorenne per quote di genere, età, livello di scolarità, condizione occupazionale, area geografica di residenza e dimensione del comune di residenza. Sono state realizzate 7002 interviste (su 28.542 contatti), condotte online con metodo CAWI tra il 28 luglio e il 4 agosto 2026.
**Il saldo elettorale netto è stimato con un modello di riclassificazione che considera quattro elementi: le attuali intenzioni di voto, l'intensità dichiarata del possibile cambiamento, la direzione dello spostamento e la probabilità di astensione. Vedi nota metodologica nella ricerca: "Stima del saldo elettorale".