Gli italiani, in maggioranza, notano nelle loro vite la perdita di biodiversità, e vorrebbero più regole e più informazione sul tema. Sono questi i risultati del sondaggio commissionato da Fondazione Capellino a IPSOS e condotto in nove Paesi europei e nordamericani, tra cui appunto l’Italia.
Un luogo comune vuole che le persone siano poco interessate alle tematiche ambientali - temi percepiti come elitari o noiosi. Eppure, quando le si interroga, il quadro che emerge è molto diverso. Lo conferma da ultimo proprio lo studio promosso da Fondazione Capellino - proprietaria al 100% del brand di pet food Almo Nature, e che ne usa i profitti netti in progetti di difesa della biodiversità.
L’indagine ha coinvolto mille persone dai 18 ai 75 anni in ciascuno dei Paesi interessati: Italia, Regno Unito, Spagna, Francia, Paesi Bassi, Germania, Belgio, Stati Uniti d’America e Canada.
Per chi ha fretta:
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Il 92% degli italiani è convinto che esiste un legame tra biodiversità e qualità della vita
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Almeno il 79% ha notato il deterioramento degli ecosistemi naturali
- L'87% vuole regole in difesa della biodiversità più rigorose, ma non tutti le ritengono urgenti
Italiani: più preoccupati della media e concentrati sul clima
La prima notizia è che gli italiani si considerano preoccupati dalla perdita di biodiversità. Quando gli si chiede quanto li interessi la questione, esprimendo la risposta con un voto dall’uno al dieci, la stragrande maggioranza da un voto superiore a sei, e oltre il 60% superiore all’otto. Si tratta del Paese analizzato col punteggio più alto. La maggioranza degli intervistati, poi, sostiene di percepire gli effetti della perdita di biodiversità coi propri occhi. Il 79% degli italiani, ad esempio, ha notato il degrado di laghi, fiumi o zone umide.
L’aspetto della crisi ambientale che preoccupa di più gli italiani è il cambiamento climatico, seguito da inquinamento dell’aria e produzione eccessiva di rifiuti. La perdita di biodiversità è al sesto posto su nove, nella classifica delle paure. Un altro dato in cui l’Italia si distingue è la quantità di persone coscienti dei rischi che l’agricoltura intensiva e i pesticidi pongono alla biodiversità: anche qui, una percentuale superiore a tutte le altre nazioni in esame.
I sondaggisti hanno interrogato il campione anche sul campo dell’azione. L’87% degli italiani vuole regole più rigorose. Il 78% è favorevole a spendere più risorse pubbliche per tutelare la biodiversità, aspettandosi in maggioranza che spetti prima di tutto al governo agire. Il 60% circa pensa che i media dovrebbero parlarne di più. Per una maggioranza bulgara, infine, biodiversità e qualità della vita sono collegate: ne è convinto il 92% degli italiani.
Gli altri Paesi, tra differenze e continuità
Gli italiani, lo abbiamo detto, si dicono più interessati alla questione degli altri. Ma le loro risposte si inseriscono in trend generali comuni alle nazioni coinvolte nello studio. I Paesi mediterranei sono, nell’insieme, i più preoccupati dalla perdita di biodiversità, mentre Stati Uniti e Paesi Bassi chiudono la classifica. Il clima è per tutti la principale preoccupazione, ma Regno Unito e Paesi Bassi mettono al centro anche la biodiversità - concetto che tutti i Paesi associano principalmente alla diversità degli ecosistemi.
Un intervistato su due vuole più biodiversità nei media, sei su dieci notano il declino delle condizioni ambientali dei loro territori e sempre sei su dieci sono convinti che agricoltura e biodiversità possono convivere. Ci sono però anche dati in controtendenza: solo un terzo delle persone coinvolte sente la necessità di agire con urgenza in difesa della biodiversità, e solo un terzo condanna senza appello i pesticidi. Sette su dieci, infine, vogliono vedere più soldi pubblici in difesa della natura.
L’urgenza che la perdita di biodiversità impone e alcuni temi specifici, insomma, non sono ancora del tutto assorbiti dalla popolazione generale. Ma nell’insieme, il messaggio che emerge è chiaro. Gli italiani (e non solo loro) sono preoccupati dalla perdita di biodiversità, e vogliono agire per fermarla!
I risultati completi del sondaggio sono accessibili qui.