È online il secondo capitolo del sondaggio Ipsos Doxa commissionato da Fondazione Capellino* e dedicato alla riforma della normativa venatoria.
Dopo il primo capitolo, questa nuova release approfondisce il rapporto tra orientamento politico e richiesta di protezione della fauna selvatica e rivela dati chiarissimi: gli italiani sono uniti nel chiedere più tutela per la fauna selvatica.
La richiesta attraversa tutti gli elettorati considerati:
Futuro Nazionale: 51%
Fratelli d'Italia: 60%
Forza Italia / Noi Moderati: 61%
Lega: 62%
Area centrista: 73%
Area riformista: 74%
Movimento 5 Stelle: 80%
Partito Democratico: 81%
Alleanza Verdi e Sinistra: 89%
In ciascuna di queste aree politiche, la maggioranza degli elettori chiede al proprio partito norme più favorevoli alla tutela della fauna selvatica.
È un messaggio politico difficile da ignorare: proteggere maggiormente la fauna e la biodiversità è una richiesta che attraversa il Paese e supera le appartenenze di partito.
Anche guardando all'insieme degli italiani, il dato è altrettanto netto: il 67% ritiene che il Governo dovrebbe adottare norme per una maggiore tutela della fauna selvatica, riducendo la libertà di cacciare. Solo il 5% chiede invece maggiore libertà di caccia e minori tutele per la fauna.

Considerando anche chi ritiene adeguate le norme attuali, l'83% degli italiani si riconosce nel mantenimento o nel rafforzamento delle tutele, non nel loro allentamento.
La ricerca ha inoltre sottoposto agli intervistati alcune delle principali modifiche previste dal DDL Caccia: tutte raccolgono livelli di opposizione elevati, compresi tra il 67% e il 78%.
Dai numeri alla partecipazione
Adesso questi numeri devono trasformarsi in partecipazione.
Se non hai ancora firmato, sottoscrivi la nostra petizione. Ogni firma rende più forte il messaggio rivolto al Parlamento: la tutela della fauna selvatica non deve essere indebolita.
Prepariamoci anche a ciò che potrebbe accadere
Anche nel caso in cui il Parlamento dovesse approvare la nuova legge, il nostro impegno non finirebbe. Dovremo continuare a mobilitarci affinché venga abrogata, utilizzando gli strumenti democratici a nostra disposizione, compresa la possibilità di un referendum abrogativo.
Per farlo servirà una comunità ampia, informata e pronta a partecipare.
La tutela della natura riguarda tutti. E tutti possiamo fare la nostra parte.
*Sondaggio realizzato da Ipsos Doxa per Fondazione Capellino presso un campione proporzionale della popolazione italiana maggiorenne per quote di genere, età, livello di scolarità, condizione occupazionale, area geografica di residenza e dimensione del comune di residenza. Sono state realizzate 7002 interviste (su 28.542 contatti), condotte online con metodo CAWI tra il 28 luglio e il 4 agosto 2026