Viaggiare col cane: 11 consigli per una vacanza zero-stress
Per tanti di noi, partire senza il proprio compagno cane è semplicemente impensabile. Che si tratti di un road trip, di una settimana al mare o di un weekend in montagna, viaggiare insieme al tuo peloso è un'esperienza che vale mille volte la fatica organizzativa. Però, ammettiamolo: nuovi posti, routine stravolte e adrenalina alle stelle possono mandare in tilt anche il cane più zen. La buona notizia? Con un po' di preparazione, tutto fila liscio. Ecco cosa sapere prima di partire.
Ti serve un corridoio della biodiversità (anche se non lo sai)
Anche se non lo sai, quello che ti serve è un corridoio della biodiversità. O quantomeno, i corridoi della biodiversità ti sono probabilmente utili, persino se non ne hai mai sentito parlare.
In che modo la ciotola del tuo compagno animale può contribuire a proteggere la fauna selvatica anche in Nord America
In Nord America, gli animali selvatici percorrono distanze molto maggiori di quanto la maggior parte delle persone creda. Alcuni migrano tra habitat stagionali. Altri vagano su vasti territori per cacciare, trovare un partner o procurarsi cibo e acqua. Per molte specie, gli spostamenti sono essenziali per la sopravvivenza. Ma nel corso del tempo, strade, città, recinzioni e attività umane in generale hanno progressivamente hanno spezzettato gli habitat naturali in spazi piccoli e isolati.
REcommunity
A space to inform, share and engage
La REcommunity è rivolta universalmente a tutti ma è al contempo la Community dei suoi fondatori, Almo Nature e Fondazione Capellino.
Si fonda sull'intuizione che la vita sia un unicum indivisibile e che le attività umane vissute e condotte senza limite, come oggi avviene, la impattino negativamente. Da qui l'importanza di portare la vita, cioè la biodiversità, al centro del decidere umano e avviare, in economia, la restituzione progressiva del profitto generato con l'estrazione/distruzione di biodiversità alla biodiversità stessa (economia che reintegra quanto estrae) è quanto avviene ogni giorno in Almo Nature 100% di proprietà della Fondazione Capellino.
È la Reintegration Economy e la REcommunity è la casa di tutti coloro che ne condividono i valori.

La REcommunity è rivolta universalmente a tutti ma è al contempo la Community dei suoi fondatori, Almo Nature e Fondazione Capellino.
Si fonda sull'intuizione che la vita sia un unicum indivisibile e che le attività umane vissute e condotte senza limite, come oggi avviene, la impattino negativamente.

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Perché anche il tuo cane dovrebbe scoprire gli alimenti umidi?
C'è un modo sbagliato di pensare agli alimenti umidi per il cane: come alternativa alle crocchette, una scelta radicale per chi vuole cambiare tutto. Ma non è così! L'umido può entrare nella ciotola anche insieme alle crocchette, affiancandole e aggiungendo quello che da sole non riescono a dare.
Uno studio rivela cosa pensano le persone della biodiversità
Ti è mai capitato di notare un segno della perdita di biodiversità nella tua vita quotidiana?
Lo studio: per 9 italiani su 10 biodiversità e qualità della vita sono collegate
Gli italiani, in maggioranza, notano nelle loro vite la perdita di biodiversità, e vorrebbero più regole e più informazione sul tema. Sono questi i risultati del sondaggio commissionato da Fondazione Capellino a IPSOS e condotto in nove Paesi europei e nordamericani, tra cui appunto l’Italia. Un luogo comune vuole che le persone siano poco interessate alle tematiche ambientali - temi percepiti come elitari o noiosi. Eppure, quando le si interroga, il quadro che emerge è molto diverso. Lo conferma da ultimo proprio lo studio promosso da Fondazione Capellino - proprietaria al 100% del brand di pet food Almo Nature, e che ne usa i profitti netti in progetti di difesa della biodiversità.
Cosa puoi fare per prevenire la disidratazione del tuo gatto?
Il gatto è l'unico animale domestico che può morire di sete pur avendo sempre la ciotola dell'acqua piena. Il perché si nasconde in quello che mangia ogni giorno: crocchette secche che, per essere digerite, sottraggono liquidi all'organismo anziché apportarli. E i loro compagni umani spesso lo ignorano.
Come scegliere una crocchetta di qualità per il tuo cane
"Costano caro, quindi devono essere migliori" "Me le ha consigliate l’allevatore" "Il mio veterinario mi ha detto che è un buon marchio" Quando si tratta di scegliere le crocchette per il proprio cane, siamo spesso pieni di idee preconcette su cosa garantisca la migliore qualità. Tra le promesse del marketing, le confezioni "premium", i trend sui social e le liste di ingredienti infinite, capire cosa rende davvero buone le crocchette può diventare complicato. E contrariamente a quello che si potrebbe pensare, il prezzo da solo non basta a garantire un'alimentazione di qualità. Ciò che conta davvero per il tuo cane sono soprattutto gli ingredienti utilizzati, la loro qualità e la loro digeribilità. Allora, come riconoscere delle crocchette di qualità? Un esempio sono le crocchette HFC.
Il gender gap delle tartarughe
Nelle aree umide d’Europa e del Mediterraneo c’è una specie che ha un problema: troppi maschi e troppe poche femmine. Stiamo parlando della testuggine palustre europea, o Emys orbicularis. Si tratta di una piccola tartaruga che si insedia vicino all’acqua dolce, vive molti decenni e - come tutti gli animali a sangue freddo - la si osserva soprattutto quando si riposa sotto al sole per accumulare calore.
Una cosa che non sai sulle api
«Se le api scomparissero dalla terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita». Quante volte avete letto questa frase, spesso attribuita ad Albert Einstein? In realtà il fisico tedesco non l’ha mai detta, e scientificamente parlando non è proprio corretta. Ma il principio alla base è veritiero. Le api, saltellando di fiore in fiore, permettono al polline di spostarsi tra le piante, contribuendo così alla loro riproduzione.
Dalla Patagonia alla Baviera, come la perdita di biodiversità apre la strada ai virus
Nella campagna bavarese, un affluente del Danubio ha perso metà della sua acqua e quasi tutta la sua fauna. Non è una notizia ambientale di serie B. È lo stesso processo che, negli ecosistemi impoveriti di tutto il mondo, favorisce la proliferazione dei serbatoi virali e aumenta il rischio di spillover. Il ripristino dell'area della Große Laber - finanziato quasi unicamente dalla Fondazione Capellino e messo in opera da associazioni naturaliste locali, anche con l'ausilio di volontari - è parte di un lavoro che mira a ricostruire gli equilibri da cui dipende anche la sicurezza sanitaria umana.