Il Senato ha approvato oggi lo scandaloso disegno di legge “sparatutto”. La legge estende la caccia e i diritti dei cacciatori:
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le Regioni potranno allungare i calendari venatori, permettendo di andare a caccia per più tempo;
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aumenterà il numero di specie cacciabili, includendo animali finora protetti;
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e saranno ampliati i luoghi in cui sarà possibile cacciare, comprese aree finora tutelate, spiagge, terreni ghiacciati e persino con l’uso di silenziatori, così da non lasciare scampo agli animali.
Questa legge non tutela gli animali, non rispetta la biodiversità e non rappresenta gli italiani.
Smentisce anche l’articolo 9 della Costituzione, che tutela gli animali e la biodiversità anche nell’interesse delle future generazioni.
La nostra campagna “Niente giustifica la caccia” è riuscita per mesi a bloccare questo scempio. Il nostro appello ha raccolto 155.000 firme in poco più di due mesi. I sondaggi che abbiamo commissionato a Ipsos e all’Istituto Piepoli dimostrano che gli italiani chiedono più tutela per gli animali, l’ambiente e la biodiversità, e ritengono che la caccia comporti gravi rischi per la sicurezza.
Contro questa legge si sono schierate tutte le associazioni ambientaliste e animaliste, il mondo della scienza e una parte del mondo agricolo, come Slow Food. L’Europa ha già avvertito che si rischiano sanzioni per violazione delle norme europee: sanzioni che, come sempre, pagherebbero gli italiani, non i politici. Anche il Papa ha espresso preoccupazione.
Nulla è valso.
La legge ora passa alla Camera. Continueremo a batterci.
Di fronte all’arroganza di una certa politica, sorda alla tutela della biodiversità e del mondo animale, è necessario reagire e trovare nuove strade.
Le cercheremo.
Tutte le organizzazioni ecologiste devono riunirsi sotto un’unica bandiera e avviare forme politiche inedite, decise e innovative.