Bulldog francesi col musetto schiacciato. Bassotti con quel corpo allungato e quelle zampette cortissime. Scottish Fold con le orecchiette piegate. O ancora gli Sphynx con il loro look nude. Magari ti è già capitato di pensare, come a tanti di noi: "Ma quanto sono teneri".
Be', sappi che, dietro alcune di queste caratteristiche che troviamo adorabili, si nasconde una realtà che in molti ignorano: questi tratti fisici non sono semplici peculiarità, possono essere direttamente all'origine di sofferenza, dolori, malattie e di una qualità di vita ridotta.
E purtroppo esistono molte altre razze con queste caratteristiche.
È quello che si chiama razze dai tratti estremi o "ipertipo": l'accentuazione eccessiva e artificiale di certi tratti fisici negli animali attraverso la selezione genetica, che mette l'aspetto estetico davanti alla salute dell'animale.
Certo, questi animali meritano tutto l'amore del mondo, esattamente come tutti gli altri. Non sono responsabili del loro aspetto, né del modo in cui sono stati selezionati nel corso delle generazioni.
Il problema è continuare a riprodurre volontariamente caratteristiche di cui oggi sappiamo che possono farli soffrire. Ed è proprio per questo che l'Unione Europea ha votato lo scorso maggio per il divieto di allevamento di animali con caratteristiche fisiche estreme quando queste compromettono la loro salute.
Un passo avanti a cui abbiamo contribuito insieme a numerose associazioni per la protezione degli animali di tutta Europa e che abbiamo accolto con favore.
Resta ora da definire con precisione quali tratti saranno interessati e come questo divieto verrà applicato nei diversi Stati membri e in che tempi.
Nel giugno 2025, l'Italia ha fatto un passo importante: gli animali sono diventati soggetti diretti di tutela penale, non più semplici "oggetti del sentimento umano" come erano considerati in precedenza. Un cambio di prospettiva culturale prima ancora che giuridico.
Sul divieto di allevare razze dai tratti estremi, però, non esiste una legge apposita. Ma non è necessaria: il Regolamento europeo, a differenza di una direttiva, si applica direttamente in tutti gli Stati membri. Gli allevatori avranno quattro anni per adeguarsi.
Ogni Paese potrà scegliere di fare di più, ma nessuno potrà fare di meno.
Nel frattempo, ognuno di noi può contribuire a far cambiare le cose: condividendo queste informazioni, sensibilizzando chi ci sta intorno e continuando a sostenere l'adozione. E proprio per amore dei nostri cari compagni animali, non incoraggiamo l'acquisto di razze dai tratti estremi!
Perché amarli davvero significa andare oltre le nostre eventuali preferenze estetiche e mettere la loro salute e il loro benessere al primo posto.